La superluna e la fotografia lunare HDR

Fotografia alla Luna in HDR
Luca Fornaciari Astrofotografia Fotografia Adobe

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Mi dedico per professione alla formazione in campo grafico e fotografico da diversi anni, specializzato per passione nella fotografia notturna e nell’astrofotografia. Trovi tanti progetti e contenuti tra sito, canale YouTube e comunità Facebook e Telegram, ma se cerchi una formazione mirata per imparare in modo professionale e teoria e tecniche su strumenti e software, puoi visitare le pagine dedicate.

In occasione dell’ultima superluna (una normale Luna piena prossima al perigeo lunare) del 14 giugno 2022, mi sono dedicato alla fotografia paesaggistica lunare in HDR.

Quando la Luna piena si trova prossima al suo perigeo, cioè alla minor distanza che la separa dal nostro pianeta, la si usa spesso definire in gergo Superluna. Non sono molto appassionato del baccano che si crea in queste occasioni poiché non è un evento eccezionale e i tanti nomi che si abbinano alla Luna hanno spesso uno scarso scopo divulgativo, ma più che altro quello di attirare l’attenzione per un click.

Se però si approfitta di questi eventi mediatici per parlare seriamente di astronomia o di fotografia notturna, allora ogni occasione è buona per informare, incuriosire e appassionare persone che normalmente non si interessano al cielo notturno.

Fotografia alla Luna in HDR paesaggistica notturna La superluna e la fotografia HDR
La superluna e la fotografia lunare HDR
Fujifilm X-T3 e Fujifilm XF 100-400mm f/4.5-5.6 R LM OIS WR
La paesaggistica notturna con la Luna

Non è scontato realizzare immagini in queste situazioni che ci permettano di rappresentare ciò che soltanto i nostri occhi (e il nostro cervello) hanno sperimentato in diretta come un insieme di sensazioni e forti contrasti.

Una Luna piena è molto più luminosa del panorama terrestre notturno e la macchina fotografica non è in grado di racchiudere in un’unica immagine l’enorme estensione dinamica senza ricorrere a multi esposizioni.

Proprio per questo infatti le due immagini che trovate in questo articolo, realizzate la notte del 14 giugno, sono state ottenute scattando in ciascun caso tre differenti fotografie a diverso tempo di esposizione.

Fotografia alla Luna in HDR paesaggistica notturna La superluna e la fotografia lunare HDR
Fujifilm X-T3 e Fujifilm XF 100-400mm f/4.5-5.6 R LM OIS WR
Acquisizione e montaggio

Se l’acquisizione sul campo non risulta particolarmente complessa, la parte impegnativa sarà in fase di sviluppo e montaggio. Sul campo servirà un’ottima pianificazione della composizione, prevedendo con il software Stellarium (o simili) il punto perfetto dove la Luna sorgerà in corrispondenza del paesaggio terrestre che desideriamo includere. Con un’ottima pianificazione dovremo essere pronti per scattare rapidamente diverse fotografie variando i tempi di esposizione. Con le moderne mirrorless potrete probabilmente sfruttare una messa a fuoco automatica come di giorno, in caso contrario potrete sempre utilizzare una messa a fuoco manuale e assicurarvi l’assoluta precisione. Padroneggiando le proprietà di tempi, diaframma e iso, ovvero l’utilizzo in modalità manuale della vostra macchina fotografica, non avrete difficoltà a scattare diverse esposizioni che possano raccogliere correttamente tutta la dinamica presente sulla scena. Scatti più lunghi per il paesaggio, fino a fotografie molto rapide per i dettagli lunari.

I tempi osservati in questi due scatti sono:
ISO 1600 – F/4.8 – Exp: 1/1000sec –  ½sec  –  3sec per la prima immagine (quella verticale)
ISO 1600 – F/5.6 – Exp: 1.4sec –  1/125sec  –  1/30sec per la seconda immagine

La parte complessa avverrà in fase di montaggio dove dovremo allineare perfettamente le fotografie (nel caso qualche piccolo movimento possa aver spostato il campo inquadrato anche di poco) e utilizzare le nostre migliori tecniche di mascheratura e fusione per poter prendere le parti migliori di ogni immagine e realizzarne una unica finale.

Per produrre queste due fotografie ho utilizzato i software Adobe Camera Raw per un’iniziale calibrazione dei negativi digitali e successivamente Adobe Photoshop per la fusione delle immagini, utilizzando le maschere e le fusioni per poter nascondere con cura le differenti zone delle fotografie da sostituire con il contenuto di altre immagini.

Con un lavoro paziente e accurato si riuscirà a ricomporre la scena alla quale abbiamo partecipato e a realizzare una buona replica di ciò che ricordiamo di aver visto.

Trovate la prima di queste immagini anche sulla pagina Sky di Facebook , dove vengono condivise e candidate le immagini per l’Astronomy Picture of the Day (APOD) della NASA.

Un’altra bella occasione dove poter testare il teleobiettivo Fujifilm XF 100-400mm f/4.5-5.6 R LM OIS WR che in condizioni di immagini statiche o in lento movimento (le prove che ho eseguito fino ad ora) si comporta in modo ottimo, con una buona incisione e velocità. A breve con un articolo dedicato alle impressioni su questa ottica.

Luca Fornaciari

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