Flat e Darkflat come farli e curiosità su camere astronomiche CMOS per astrofotografia

di Luca Fornaciari

Flat e Darkflat come farli e curiosità su camere astronomiche CMOS per astrofotografia

“Flat e Darkflat come farli e curiosità su camere astronomiche CMOS per astrofotografia” lo trovate anche in versione video sul mio canale YouTube:

Ecco alcune indicazioni che osservo per realizzare questi scatti di calibrazione per le mie immagini. Potreste avere altri metodi e differenti esperienze, ma questo è ciò che mi permette di ottenere immagini ben calibrate, un punto di partenza che potrebbe essere utile per chi inizia ora a praticare astrofotografia.

Gli scatti di calibrazione flat
  • Utilizzare lo stesso gain e offset degli scatti light.
  • Rispettare orientamento della camera, tubo e messa a fuoco degli scatti light.
  • Raffreddare la camera alla temperatura degli scatti light.
  • Illuminare l’ottica con una adeguata sorgente luminosa diffusa.
  • Realizzare flat dedicati ad ogni filtro (l’unica condizione meno necessaria è alternando filtri a banda larga).

Per alcune moderne camere CMOS per astrofotografia sarà necessario osservare tempi di scatto superiori al secondo. Per tanto potrebbe rendersi sensato l’utilizzo del raffreddamento e la realizzazione dei darkflat, per rimuovere non soltanto l’offset ma anche eventuale minimo rumore termico introdotto dal tempo di esposizione.

Nella mia esperienza ho imparato a fare i flat di notte utilizzando delle flatbox “vere”, nel mio caso la flatbox Artesky. Non realizzo spesso flat attraverso la tecnica dello Sky Flat, ma preferisco realizzarli al buio per evitare infiltrazioni di luce dal tubo che possano compromettere l’integrità del flat.

Spesso la maggior parte delle difficoltà nella realizzazione dei flat, specie per chi inizia, sono dovuti ad una sorgente non adeguata di illuminazione, ad infiltrazioni di luce o a tempi di esposizione sbagliati. Riguardo i tempi di esposizione posso consigliare a chi è alle prime esperienze di mantenere la stessa indicazione utile per le comuni reflex: portare la campana circa al centro dell’istogramma. Se restiamo nel range di dinamica del sensore (senza bruciare lo scatto e registrando correttamente l’intera campana), otterremo già un buon flat con il quale calibrare le immagini.

Riguardo gli ADU

Se è vero che le condizioni ideali per realizzare i flat richiederebbero di impostare un preciso numero di ADU (da variare rispetto ad ogni impostazione di Gain della nostra camera) è anche vero che inizialmente questa condizione potrebbe complicare un po’ l’esperienza del principiante.
Vi do questo consiglio: osservate i consigli sopra e portate semplicemente la campana circa al centro dell’istogramma, assicurandovi però di aver rispettato tutte le altre indicazioni (stesso preset della camera usato per i light, corretta fonte di illuminazione, nessuna infiltrazione anomala di luce, ecc..). In questo modo otterrete quasi sempre flat corretti che vi permetteranno quantomeno di prendere dimestichezza con questo tipo di scatto di calibrazione. Una volta che vi sentirete pronti a perfezionare questa parte FONDAMENTALE in astrofotografia, potrete passare allo studio e al calcolo degli ADU relativamente alla vostra camera e a relativi software di acquisizione che permettano di impostarli in fase di scatto.

Attenzione alla condensa

Ricordatevi di raffreddare la camera con una rampa lenta, specialmente se ci capita di fare i flat il giorno dopo. Potrebbe crearsi condensa sulla finestra della camera o ghiaccio sul sensore con un raffreddamento troppo repentino e compromettere completamente i nostri scatti flat.

Gli scatti di calibrazione darkflat

Nulla di complesso per questo tipo di scatti: oscurate l’ottica con il tappo oppure il sensore della camera direttamente, e realizzate 30-40 scatti dark con le stesse specifiche dei flat.

Questi scatti potranno essere riutilizzabili anche nel caso in cui ruotiate la camera o cambiate filtro e messa a fuoco. Dovrete soltanto assicurarvi di rispettare temperatura, gain, offset e tempo di esposizione.

Flat e Darkflat come farli e curiosità su camere astronomiche CMOS per astrofotografia

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Luca Fornaciari

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