Dark e bias come farli e curiosità su camere astronomiche CMOS per astrofotografia

Dark e bias come farli e curiosità su camere astronomiche CMOS per astrofotografia calibrazione amp glow
Luca Fornaciari Astrofotografia Fotografia Adobe

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Dark e Bias sono importanti scatti di calibrazione che ci permettono di migliorare i nostri risultati in astrofotografia, potendo “ripulire” le nostre immagini di parte dei disturbi che affliggono la fotografia digitale, in particolar modo quella notturna.

Quella che segue è una lista delle impostazioni principali che io osservo quando realizzo i miei scatti di calibrazione bias e dark. Questo elenco potrebbe esservi di aiuto se siete all’inizio della vostra esperienza in astrofotografia per darvi un punto di partenza e permettervi da lì di poter maturare la vostra esperienza e modificare eventualmente parte dei passaggi e dei parametri.

Come realizzo i bias

Ricordatevi che con i bias stiamo fotografando il rumore elettronico del sensore, quindi montiamo il tappo sull’ottica o teniamo l’otturatore chiuso.

  • Non importa il cambio di tubo.
  • Non importa la rotazione della camera.
  • È fondamentale farli al buio circostante assoluto.
  • Impostare l’esposizione più rapida della camera.
  • Temperatura teoricamente irrilevante, ma non costa nulla raffreddare alla temperatura dei light.

Su diversi CMOS moderni il bias NON è da fare, poiché alcune di queste camere non lavorano bene con tempi di scatto inferiori al secondo. Nonostante stia continuando i test su diverse camere, posso già dirvi che i bias NON devono essere utilizzati su camere che montano il sensore IMX294, quindi sulla famosa camera astronomica 294.

Non realizzare i bias non comporta conseguenze drammatiche dato che lo stesso tipo di disturbo, essendo presente in ogni scatto digitale e a qualsiasi tempo di esposizione, lo troveremo anche nei dark.

Per le reflex più tradizionali, i CCD e le camere astronomiche CMOS più datate dei moderni sensori retroilluminati a basso rumore di lettura, possiamo continuare a calibrare regolarmente con i bias.

Potremo quindi realizzarli e riutilizzarli anche in caso di cambio di ottica, messa a fuoco e orientamento della camera rispetto al tubo.

Come realizzo i dark

Con i dark fotografiamo l’insieme dei disturbi prodotti dal sensore, non solo quello che raccogliamo anche con i bias, ma anche, ad esempio, il rumore termico che varia rispetto a: tempo di esposizione, temperatura operativa del sensore e temperatura circostante dell’ambiente.

  • Rispettiamo la stessa temperatura (se abbiamo una camera raffreddata) usata per fare i light. Se abbiamo una camera non raffreddata è importante acquisirli la stessa sera dei light.
  • Usiamo la stessa esposizione dei light.
  • Impostiamo lo stesso gain e lo stesso offset dei light.
  • Non importa l’orientamento del tubo, il cambio di tubo e la messa a fuoco.
  • E’ fondamentale eseguirli al buio circostante assoluto.

Vi consiglio di realizzarne almeno una trentina per ottenere un buon master dark.

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Luca Fornaciari

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