L’occasione educativa offerta dall’astrofotografia

di Luca Fornaciari

L'occasione educativa offerta dall'astrofotografia

Qual è l’occasione educativa offerta dall’astrofotografia e perché dovrebbe interessare il fotografo al pari delle nozioni tecniche? E’ una cosa di cui sento la necessità di parlare. D’altra parte le ragioni che mi hanno avvicinato all’astrofotografia sono da ricercare qui, oltre che nella passione per lo studio del cielo notturno.

Solo che poi ti trattieni.
Ti trattieni perché mediamente ci si annoia a leggere più di qualche riga priva di un’immediata “ricompensa” su un contenuto che stiamo cercando e che deve essere soddisfatta ed erogata in meno tempo e parole possibili. Ti trattieni anche perché ci siamo ormai abituati al fatto che qualsiasi cosa pubblicata online vada messa in dubbio, spesso fraintesa, contestata o addirittura distorta allo scopo di portare alla luce una sorta di fregatura nascosta. E allora sto zitto… il più delle volte.
Che poi il disaccordo è una forma splendida di confronto per stimolare la conoscenza e la crescita, guai se non ci fosse! Sì, ma la contestazione propositiva, quella corretta, la contestazione costruttiva.

E perché quella online non dovrebbe esserlo? Lo è, talvolta, ma questo nostro mondo online che include i social, ancora incomprensibili a così tante persone, ci disinibisce al punto da darci il coraggio di comportarci in modi che non ci permetteremmo mai di avere nella vita reale. E da qui nascono tutte quelle situazioni terribili che vi sarà già capitato di vedere diverse volte sui social network, forum ed altre piattaforme digitali. Il cyberbullismo, gli haters, i famosi “leoni da tastiera”, gli analfabeti funzionali e qualunque altra categoria più o meno inventata proprio per provare a spiegare un fenomeno del web che negli ultimi 10 anni è diventato virale.

Si ma che centra tutto questo con l’astrofotografia?

Quando ho iniziato a fare astrofotografia ero affascinato dall’idea che si potesse davvero realizzare un’immagine di una nebulosa distante centinaia di anni luce. Mi sembrava impossibile. Ho deciso che avrei voluto realizzare quel tipo di fotografie per il gusto di potermele riguardare, ma anche per poterle mostrare agli altri.
Oggi se mi capita di raccontare alle persone più comuni che faccio astrofotografia, le reazioni sono generalmente di due tipi: la metà delle persone non ha idea di che cosa significhi e l’altra metà pensa che mi occupi di oroscopi.
La scoperta del cielo notturno è un’occasione per poter comprendere meglio quello che abbiamo intorno. Questa scoperta può anche darci la chiave per vivere meglio la nostra vita quotidiana, operando un “downgrade volontario e controllato” di egoismo, orgoglio, presunzione, arroganza, odio e su tutte quelle preoccupazioni eccessive che diamo ai problemi di ogni giorno.
Ho creduto in questa cosa a tal punto da scommetterci parte della mia vita, ed una volta iniziato ad affrontarla in questo modo, la mia visione della vita ed il modo in cui cerco di spenderla quotidianamente, sono profondamente cambiate in meglio.

Nove anni fa, quando iniziai a fare astrofotografia mi dissi: le realtà che raccolgono astrofili ed astrofotografi, investiti da questa straordinaria consapevolezza cosmica, dovranno essere necessariamente ambienti di incredibile moralità, ispirazione, accoglienza. Un contesto dove poter ritrovare quei valori più alti di onestà, condivisione ed amore che tanto volevo riuscire, in qualche modo, ad adottare a pieno nella mia vita.

E nove anni più tardi, non solo di esperienza, ma anche di età, ho capito che le situazioni non sono mai bianche o nere, né tanto meno ideali. Viviamo in contesti sociali estremamente complessi che non possono essere semplificati, ma soltanto compresi nella loro difficoltà. La complessità è tale che la passione, talvolta, può addirittura portarci fuori strada.
Ho conosciuto, frequentato e goduto di realtà di associazioni e gruppi astrofili così straordinarie da essere capaci nella loro semplicità di trasmettere un amore e un senso di protezione e di sicurezza quasi materno. In questi ambienti, che diventano la tua casa, ho trovato conferma delle alte aspettative che mi ero fatto.

Poi c’è il nostro mondo online.
Nella mia più totale ingenuità, che di anno in anno si ridefinisce ma non scompare mai, continuando a farmi commettere errori di valutazione, ho deciso un giorno di caricare un filmato su YouTube. Volevo dare qualche consiglio a chi desiderasse avvicinarsi alla fotografia astronomica e non avesse idea di cosa fare.
Fino ad allora avevo frequentato pagine Facebook e forum astrofili soltanto da osservatore. Le occasioni dove, a fronte di una domanda corretta e ben posta, si innescavano talvolta, nelle risposte, degli scontri del tutto fuori luogo e che in breve si trasformavano in veri e propri attacchi personali, mi lasciavano spesso perplesso.

Non parlerò di me in questo articolo e delle le situazioni personali che negli anni mi hanno provocato e continuano a provocarmi un danno e un male misurabile, inferto da perfetti sconosciuti che per diverse ragioni decidono che io sono il diavolo, oppure, che il modo per avere quello che ho io è screditarmi, prima, e replicare, poi, una loro versione delle mie attività.

Non parlo di me, ma di una situazione più diffusa, generale: l’attuale mancanza di regole educative che spieghino, e se serve obblighino, le persone a comportarsi correttamente anche nei contesti online, dove la nostra disinibizione ci porta ad atteggiamenti che non terremmo mai in situazioni pubbliche.

Penso che i pericoli per l’astrofotografo online possano essere grossomodo di due tipi:
  1. Il rischio, come detto, che incontrando ogni tipo di persona online, ci si imbatta in quelli che utilizzano i social network e la rete in generale per sfogare la propria frustrazione, per poter commettere, per scherzo o intenzionalmente, piccole cattiverie che in realtà sulla base del fraintendimento diffuso e dell’incertezza introdotta dal mezzo digitale (e dalla sua diffusione), finiscono per fare più danno di quanto non fosse l’intenzione iniziale.
  2. Il secondo pericolo dell’astrofotografo è più meschino e sfuggente: il rischio che la passione si trasformi in una fissa.

Un noto professore e scrittore italiano la chiama “sindrome del pozzo“. Gli appassionati si addentrano nella loro passione, tra i suoi temi, come all’interno di un pozzo, e via via che scendono (studiando) si allontanano sempre di più dalla luce, rischiando quindi di allontanarsi troppo o di perdere anche la visione. Il rischio di “sapere sempre di più di sempre meno” e dove più si sa e più si rischia di estremizzare in qualche modo le proprie posizioni, diventando incapaci di tollerare anche la più piccola sfumatura leggermente deviante dalla stretta fessura intellettuale nella quale ci si è infilati.
Questa è una conseguenza inevitabile della conoscenza? Ma ci mancherebbe, certo che no. Se dovete contestarmi non fatelo fraintendendo questo.
È soltanto un rischio.
Un rischio che è bene tenere a mente per monitorare nel tempo la propria passione. Uno strumento quindi utile proprio per mantenere la propria passione, sì sostenuta, alimentata e motivata dalla conoscenza, ma prima di tutto sana.

Per arginare il primo problema vi condivido un video di Rudy Bandiera, uno dei migliori TEDx italiani che abbia visto. Questo è un filmato che dovremmo davvero vedere tutti per prendere consapevolezza e riflettere su un tema che oggi permea la nostra vita in ogni istante, che lo si voglia o meno, che si sia d’accordo oppure no, che si ammetta o che si neghi di essere “social”.
Il problema è perfettamente risolvibile a fronte di una presa di coscienza comune. Ecco la buona notizia: risolvere il primo problema non costa nulla, è sufficiente appellarsi alla propria etica, all’educazione civica che già applichiamo nei contesti pubblici ogni giorno (di persona), ed emarginare le azioni online mirate a danneggiare gli altri.

non avete tempo? ecco il riassunto su come comportarvi online:
  1. Il mezzo è il contenuto: noi siamo quello che gli altri percepiscono, siamo quindi quello che comunichiamo.
  2. Il vincere sempre a tutti i costi non è essere vincenti, è essere arroganti.
  3. Resta lucido e concentrato su chi hai di fronte.
  4. Non devi calpestare B per andare da A a C. Il risultato non è la cosa importante, l’importanza è nella qualità del percorso. Essere brave persone deve tornare di moda.
  5. Non sei obbligato a partecipare a tutte le discussioni.
  6. Hai una responsabilità verso tutti, tu puoi influenzare migliaia di individui.
  7. Sei sempre in pubblico, anche quando sei in privato!
E per il secondo problema? C’è una soluzione?

Beh intanto diamogli una forma e un’identità. Di cosa stiamo parlando esattamente? Potrei fare l’esempio più banale in assoluto chiedendovi di far caso alle liti e agli scontri senza senso generati dalle discussioni online su camere astronomiche CCD vs camere CMOS. Quanti ne avete letti? Quanti ne avete visti? Avete notato la cattiveria spiazzante che si genera in queste situazioni? Scaturisce dal nulla e trasforma tutto in una tifoseria da stadio fuori controllo, di quelle che la partita nemmeno la guardi perché allo stadio ci sei arrivato direttamente con i bastoni e dei sassi in tasca.

Ho fatto l’esempio più scontato ma siamo onesti, quante volte vi è capitato negli anni di vedere situazioni di questo tipo sugli argomenti più disparati? E qui non centra soltanto l’astrofotografia. Secondo voi le persone si offenderebbero personalmente in questo modo se fossero una di fronte all’altra?
Allora come salvarsi?
Ricordate la sindrome del pozzo: studiate tutti i giorni quanto volete, addentratevi negli argomenti nella misura che vi piace, imparate tutto quello che c’è da sapere e condividete con gli altri soltanto quello che vi va di condividere, ma non perdete la visione.

Siete arrivati all’astrofotografia perché è qualcosa che sa ispirare, che ambisce ad amplificare le nostre qualità, non i nostri difetti. Ci fa riavvicinare alla natura, ci fa passare tante notti all’aperto in compagnia di amici, ci permette di fare nuove conoscenze sui social e nei forum che poi incontreremo di persona agli star party.
L’astronomia che piace a me è quella di Carl Sagan, quella che ti spiega che francamente potresti valere davvero poco rispetto alla vastità del cosmo, eppure, se decidi di dedicare almeno parte della tua vita agli altri e cerchi nel tuo piccolo di fare qualcosa di buono, puoi comunque fare un’enorme differenza nell’esistenza di chi ti sta intorno.

Ho passato l’intero mese di dicembre, comprese le feste natalizie, a riflettere su un’osservazione che mi è stata fatta e che mi ha aperto una voragine di dubbi: il mio rendere apparentemente semplice l’accesso all’astrofotografia attraverso i miei filmati, ha fatto avvicinare a questo genere fotografico anche quelle persone che non ce l’avrebbero mai fatta e che, se non avessero avuto i miei video, non avrebbero mai deciso di provare. Per questa ragione, potrei aver provocato loro frustrazione.

Non so se immaginate l’effetto che cose così possano provocare psicologicamente agli altri, e forse la risposta è no: non lo sappiamo. Un po’ sono io che non riesco mai a sbattermene di quello che mi viene detto, sentendomi sempre responsabile di tutto, ma un po’ è che davvero noi non ci accorgiamo del potere che le nostre parole hanno per gli altri. Non ce ne rendiamo conto per via dei due problemi di prima: perché pare che la rete renda più semplice dire certe cose e perché sembra che certi astrofotografi abbiano perso in qualche modo umiltà, tolleranza e abbiano dimenticato di prendere con leggerezza la loro passione. Hanno perso forse la visione e la loro passione si è trasformata in un elenco stretto di canoni da osservare rigidamente e, talvolta, in un continuo tentativo di voler semplicemente dimostrare di essere il più intelligente nella stanza.

Se vi sentite confusi e vi accorgete che state voi stessi rischiando di cadere in qualche trappola ideologica, ricordate questo: l’astrofotografia interessa in Italia a non più di 3000-4000 persone. Significa che praticamente chiunque doveste incontrare per strada si metterebbe a ridere se gli raccontaste per cosa siete disposti ad offendervi nei litigi che si leggono online.

cosa ho imparato io dall’astrofotografia in questi anni
  1. L’astrofotografia è una passione, godetevela negli ambiti che più vi coinvolgono, perché comunque non saprete mai tutto.
  2. Non serve sapere sempre tutto.
  3. Imporre un’ideologia non è mai di alcuna utilità: il “si fa così e basta” o il “ho ragione io perché è così”, non ha mai insegnato nulla.
  4. Portate pazienza ed accogliete i neofiti, lo siete stati anche voi e ne capivate quanto loro, mi viene sempre in mente il detto “Si è sempre ‘terroni’ di qualcun’altro”. Nemmeno voi sapete tutto e non vi piacerebbe essere trattati con sufficienza da chi oggi ne sa più di voi.
  5. Non offendete e non umiliane nessuno online, non conoscete nulla della persona con cui ve la state prendendo.
  6. Diffidate da chi offende, condanna e giudica con troppa facilità. Se lo fa verso altri, è probabile che se ne avrà l’occasione lo farà anche con voi.
  7. Divertitevi, accidenti. Impegnatevi a restare capaci di continuare a divertirvi con leggerezza e basta! Il resto conta veramente poco e con tutta probabilità non interesserebbe quasi a nessuno.
  8. Prendetevi un po’ meno sul serio. Se fate astrofotografia da qualche anno domandatevi come questa esperienza secondo voi vi abbia cambiato, ricordando che diventare più consapevoli del cosmo e del posto che il nostro mondo occupa in tutto questo, dovrebbe significare anche comprendere meglio il posto che voi occupate rispetto agli altri.

L’occasione educativa offerta dall’astrofotografia è questa: deve stimolare il lato migliore della nostra umanità, la nostra educazione e le nostre qualità, prima di permetterci di ottenere delle immagini amatoriali del cosmo. Questo è uno dei motivi importanti per il quale faccio astrofotografia ed è la risposta che do quando mi chiedono: “ma che la fai a fare se su Google trovi già le immagini del telescopio spaziale Hubble”.

Mi chiamo Luca Fornaciari e mi occupo di formazione grafica e fotografia. Clicca qui per scoprire di più sui miei corsi, eventi e servizi.

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